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Valentino Rossi - La fine di un'era - Angelo7football
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Valentino Rossi – La fine di un’era

Valentino Rossi e la sua Yamaha

Valentino Rossi – La fine di un’era

VALENTINO ROSSI (Urbino, 16/02/1979)

Valentino Rossi e il suo idolo Ronaldo
1999: Valentino Rossi va a trovare il fenomeno

Per quanto non c’entri nulla con il calcio, sebbene sia legato a questo sport per la squadra che tifa, vorrei dedicare un articolo a un campione assoluto della Moto GP.

Stiamo parlando di un autentico campione destinato, fin dai primi anni di nascita, a fare la storia! Se si pensa che la sua prima “moto” anche se con le rotelle, la ricevette all’età di due anni e mezzo.

Se si pensa al numero 46 non può che venirci in mente proprio lui, Valentino Rossi! Un numero che lo ha accompagnato per tutta la carriera e che scelse in onore di suo padre, essendo questo il numero con cui gareggiò al mondiale, ma anche in onore di Norifubi Ame, pilota giapponese idolo di Valentino.

Anche quando ebbe la possibilità di cambiare numero e ricevere l’1 egli si oppose, sarebbe stato come spersonalizzarsi.

I rivali di Valentino Rossi

Valentino Rossi è stato una star assoluta nel mondo delle motociclette. Ha unito più generazioni facendo sognare i propri tifosi e di anno in anno lui era la costante del motomondiale. Sapevi che lui era lì, pronto a scontrarsi con tutti e a provare a vincere, un orgoglio per il popolo italiano! Affianco a lui cambiavano i rivali, si è passati da Loris Capirossi a Max Biaggi, a Sete Gibernau. proseguendo negli anni si è passati per Casey Stoner, Jorge Lorenzo e Marc Marquez. La cosa bella era che però Rossi era sempre li, cambiavano gli antagonisti ma lui no!

Io personalmente non sono mai stato appassionato di motori ma per lui ho provato grande ammirazione fino a seguire la MotoGP proprio per lo spettacolo che offriva, non potendomi dimenticare di quelle lotte all’ultimo respiro con i suoi maggiori antagonisti, le rimonte quelle volte che è partito dalle ultime posizioni, quel 46 che per me (e per tutti) ha un solo proprietario, valentino Rossi. Quel “Rossi c’è!” a indicare che non mollava mai, era sempre li a sorprenderti e a fare delle imprese capaci di pochi campioni. Un orgoglio aver avuto uno sportivo italiano ad aver raggiunto certi apici!

La carriera di Valentino Rossi

Valentino Rossi, fin da piccolo appassionato ai motori grazie al padre, comincia a gareggiare con i go-kart mostrando il suo talento e ottenendo nel 1988 la licenza, quando aveva solo 9 anni.

L’esordio con la 125 e l’iter verso la MotoGP

Passa così alle minimoto per esordire all’età di 17 anni nella Classe 125 (1996) dove a distanza di un anno vince il suo primo titolo mondiale.

Nel 1998 debutta nella Classe 250 e nuovamente, l’anno dopo (1999) vince il titolo mondiale ma questa volta con una moto di cilindrata maggiore.

Nel 2000 passa alla Classe 500 e per la prima volta abbandona l’Aprilia, moto che lo ha accompagnato fin dagli esordi, per firmare un contratto con Honda.

Al debutto si piazzerà secondo nella classifica mondiale!

Nello stesso anno chiederà di partecipare alle 8 ore di Suzuka, ovvero la gara più importante per quanto riguarda il Mondiale Endurance per le case produttrici giapponesi, ma terminerà questa esperienza ritirandosi prima del previsto.

Nel 2001 invece vince il suo terzo titolo mondiale e questa volta con la Classe 500.

Sempre nel 2001 parteciperà una volta ancora alle 8 ore di Suzuka e questa volta imponendosi, registrandosi come unico italiano nella storia a farlo.

Nel 2002 il grande salto, quello nella MotoGP dove si dimostra ancora una volta fortissimo, vincendo il titolo mondiale, divenendo l’unico pilota ad aver vinto il mondiale in 4 classi differenti.

Il passaggio dalla Honda alla Yamaha

Alla fine di quest’anno dei dissidi con la casa Honda lo portano a non voler rinnovare il contratto pensando addirittura di prendersi un anno sabatico. Ma non lo fa, tanto che nel Mondiale del 2003 passa alla casa rivale della Yamaha, e indovinate un po’.. si laurea nuovamente campione!

Nel passaggio da Honda a Yamaha si temeva un suo calo poiché la nuova casa produttrice non stava vivendo dei momenti felici e dove l’ultimo titolo risaliva al 1992.

Valentino Rossi accolse la sfida, come a voler/dover dimostrare che non era la moto a fare un campione ma il pilota!

Già all’esordio arriva la prima vittoria e indovinate cosa succederà alla fine dell’anno 2004, Rossi, soprannominato “The Doctor”, vincerà di nuovo il titolo mondiale.

Nel 2005 ribadirà il suo dominio vincendo di nuovo il titolo fino a quando nel 2006 e nel 2007 si lascia sopraffare dapprima da Hyden, primo classificato con Valentino secondo, e l’anno successivo da Stoner, il quale vince il mondiale, e da Pedrosa classificatosi secondo. Solo terzo posto per Valentino Rossi.

Nel 2008 voleva riprendersi ciò che era suo tanto che in quel mondiale tornerà alla vittoria classificandosi primo!

E con questo sono 8 i titoli mondiali da lui conquistati.

Nono mondiale per Valentino Rossi e passaggio dalla Yamaha alla Ducati

Nel motomondiale del 2009 riconquista il titolo mondiale e l’anno successivo (2010) viene colpito da un grave infortunio, riportando una frattura scomposta ed esposta di tibia e perone. I suoi tempi di recupero sono impressionanti poiché già dopo un mese ritorna in sella ma i punti persi nelle quattro gare disputate nel frattempo sono troppo preziose per provare a scalare la classifica generale. Si piazzerà terzo dietro a Lorenzo e Pedrosa.

Questo è anche l’ultimo anno in Yamaha e dopo vari dissidi comunica che farà parte della casa produttrice Ducati ma nei due anni qui (2011 – 2012) conquista a malapena tre podi.

La parentesi tragica del 2011: RIP SIC

Una data che tutti ricorderemo, appassionati e non, è quella del 23 ottobre 2011, giorno in cui si disputava il Gran Premio della Malesia ed è proprio li che al secondo giro Valentino Rossi rimane coinvolto in un incidente con Edwards che porta alla morte di Marco Simoncelli (24 anni), conterraneo di Valentino nonché amico e compagno di serate. Ricordava Rossi anche di partite viste insieme perché di fede opposta, uno interista e l’altro milanista, quindi immaginate gli sfottò a vicenda.

Un incidente nel quale Marco cade a terra! Sfortuna ha voluto che sulla sua traiettoria c’erano i due piloti sopra citati, con prima Edwards che gli va addosso colpendogli la spalla, e subito dopo Valentino, che rispetto al primo rimane in piedi subito dopo aver colpito il collo, lasciandolo senza casco.

Gli ultimi risultati prima del ritiro

Decide così nel 2013 di ritornare alla Yamaha, e quell’anno si piazzerà quarto nella classifica generale mentre l’anno successivo (2014) solo secondo, posizione che gli competerà anche nel 2015 e 2016. Da questo momento in poi non raggiunge più i risultati degli anni d’oro così che comincia a prendere in considerazione l’ipotesi ritiro, la quale si ufficializza dopo 26 anni di carriera il 14 novembre 2021.

Valentino Rossi si ritira e l'omaggio di Ronaldo
2021: Ronaldo va a trovare Valentino Rossi

Grazie per quello che hai fatto

Chissà se ce ne saranno ancora di campioni così…

Hai conquistato tutti con la tua spontaneità, con la tua simpatia, con il tuo dialetto romagnolo, con il tuo orecchino iconico che ti rappresentava, con i tuoi caschi personalizzati, con la tua classe fuori dal normale, con la tua follia durante le gare che ci faceva venire la pelle d’oca, con i tuoi duelli all’ultimo respiro.

Purtroppo è lo stesso discorso che vale per il calcio. Nascerà un altro Maradona, un altro Pelè, un altro Messi, un altro Ronaldo, e così via? Non abbiamo una risposta a questa domanda ma ci auguriamo di si, per poter ancora emozionarci e gioire dei successi di campioni di questo calibro. Viviamo in un’epoca fortunata dove ne abbiamo visti di fenomeni, e potremmo già ritenerci fortunati così!

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