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Come il VAR ha rivoluzionato il calcio

Sala VAR. Calcio, Mondiali, Serie A

Come il VAR ha rivoluzionato il calcio

Il calcio, come tutte le cose muta, e negli anni ci sono stati molti cambiamenti. Nel 1892 vennero introdotti i minuti di recupero, nel 1925 venne introdotto il fuorigioco per come lo conosciamo oggi, nel 1968 vennero concesse le sostituzioni di tipo tattico (quelle legate agli infortuni vennero introdotte già nel 1965), nel 1970 vi fu l’introduzione dei cartellini, nel 2012 si è assistito alla goal line technology, e infine nel 2016 nasce il sistema VAR (Video Assistant Referee), anche se l’utilizzo divenne ufficiale in occasione del mondiale del 2018 in Russia.

Sala VAR
La sala VAR durante i mondiali di calcio del 2018 disputati in Russia

É una tecnologia che fa bene al calcio?

Il VAR è uno strumento che ha fatto perdere nel calcio componenti come soggettività, libertà di scelta, umanità. L’arbitro della partita si trova limitato nelle prese di decisione poiché ha uno strumento a cui può e deve ricorrere, come garanzia che ha fatto bene a prendere questa o quella scelta.

Campionato di calcio Serie A: l'arbitro fa segno che sta ricorrendo al VAR.
L’arbitro indica con la gestualità delle mani che sta per ricorrere al VAR

Il potere passa dall’uomo alla macchina, e il primo si limita a usufruire del VAR, il quale offre un dettagliato replay di quanto è accaduto. Da una parte si evitano errori clamorosi come fuorigioco evidenti, tocchi di mano plateali, scorrettezze clamorose punite senza l’estrazione di un cartellino. Dall’altra parte, si potrebbe condannare l’applicazione fin troppo ferrea e severa del regolamento. Vengono fischiati fuorigioco impercettibili dall’occhio umano così come viene fermato il gioco per ogni contatto che può avvenire in area. Le interruzioni sono sempre più frequenti e continuano a esserci volte in cui si sceglie di non ricorrere al VAR, andando a scatenare polemiche. Da quando è stato introdotto nel campionato di calcio italiano, la Serie A ha visto scelte da parte degli arbitri che hanno fatto molto discutere e continuano a fare discutere ancora oggi.

Essendo gli arbitri uomini, e dunque dotati di proprie capacità interpretative, non può vigere l’obiettività. L’uomo di per sé sbaglia, e non c’è macchina che tenga. Una stessa infrazione sul campo può essere interpretata diversamente da due arbitri differenti.

Se la possibilità di errore rimane, il VAR ha ragione di esistere?

Il calcio è uno sport fatto da persone umane, e di conseguenza deve essere giudicato dall’uomo. Con l’introduzione del VAR si è persa la spontaneità nei movimenti, la possibilità di errore, il fallo non visto dall’arbitro, il tocco di mano non segnalato. Il VAR però ha esasperato alcune valutazioni perché anche qualcosa di irrilevante ai fini del risultato di una partita viene segnalato, e dunque costringe il gioco a fermarsi. Di conseguenza, non c’è più quella scorrevolezza del gioco poiché ogni “n” minuti ne succede una. L’errore fa parte del calcio e dunque il VAR, per quanto sia stato introdotto con tutte le buone intenzioni e per rendere il giudizio univoco indifferentemente da quale sia la squadra coinvolta evitando la supposta sudditanza di un arbitro a favore dei grandi club, le imparzialità continuano a esserci. Ci troviamo in una fase ancora transitoria, poiché di anno in anno ci sono variazioni sui parametri che il VAR deve analizzare, ma un giorno sarà uno strumento talmente radicato nella cultura calcistica che le nuove generazioni si proveranno a spiegare come sarebbe possibile un calcio senza VAR.

Campionato di calcio Serie A: l'arbitro sta valutando l'episodio mostratogli dalla tecnologia VAR
L’arbitro valuta, grazie all’ausilio del VAR, se quanto accaduto in campo è viziato o meno da un’irregolarità

Noi lo abbiamo conosciuto, ma la nostra generazione farebbe fatica oggi a concepire un calcio senza arbitro, senza cartellini, senza minuti di recupero, senza sostituzioni, senza fuorigioco, e così via. Come tutte le cose in vita, anche il Calcio subisce delle trasformazioni nel tempo. L’ultima è proprio quella del VAR, accettabile o no, stiamo procedendo con questo strumento. C’è solo da augurarsi che l’arbitro non scompaia per sempre e che l’aspetto umano e circostanziale non venga meno.

Errori che hanno cambiato la storia del calcio

Nel calcio ci sono sempre stati errori chiave che hanno compromesso una partita, una competizione o un’intera stagione. Di seguito vi illustrerò alcuni episodi che sono rimasti nella storia.

Non ci possiamo dimenticare del gol effettuato da Sulley Muntari il 25 febbraio 2012 in una sfida valida per la rincorsa allo scudetto, nel quale le due squadre favorite erano proprio Milan e Juventus. La vittoria dei bianconeri li lanciò dritti verso la conquista del campionato nel primo anno dell’era Conte.

Sulley Muntari (Milan) che ha appena fatto un gol a Gigi Buffon (Juventus), il quale non è stato convalidato. Si vede chiaramente che il pallone ha oltrepassato la linea di porta. Con la Goal Line Technology non sarebbe potuto accadere.

Un altro errore che è passato alla storia è quello del 28 aprile 1998 che riguardò il fallo di Iuliano su Ronaldo in area di rigore, nel quale non solo non viene fischiato dall’arbitro, ma inoltre sul capovolgimento di fronte, la Juve grazie a un contropiede arriva dentro l’area dell’Inter con Del Piero, il quale subisce un fallo, e viene fischiato rigore a favore dei bianconeri. Questa volta la sconfitta di una delle due squadre voleva dire vittoria dello scudetto per l’altra, difatti quell’anno la Juventus vinse il campionato.

Il clamoroso fallo dentro l’area di rigore di Mark Iuliano (Juventus) su Ronaldo Il Fenomeno (Inter), giudicato dall’arbitro regolare clamorosamente. Sul contropiede, il direttore di gara assegnerà un rigore a favore dei bianconeri. Con il VAR, si presume che una scena del genere non possa più succedere.

Nel 2010 si incontrano Inghilterra e Germania, in una sfida valida per il passaggio agli ottavi del mondiale. Lampard tira un missile, il quale sbatte sulla traversa e sorpassa la linea di porta. L’arbitro non fischiò il gol a favore degli inglesi che voleva dire gol del pareggio. Alla fine la Germania passerà con un risultato complessivo di 4-1.

Frank Lampard (Inghilterra) scaglia un missile da fuori area e il pallone, dopo aver sbattuto sulla traversa, oltrepassa la linea di porta in maniera evidente. L’arbitro non aggiudicherà il gol, lasciando proseguire. La Goal Line Technology avrebbe segnalato la regolarità del gol.

Quest’ultimo di Lampard potrebbe essere inteso come una rivincita del destino, dato che 44 anni prima, nella finale dei mondiali tra Inghilterra e Germania Ovest, gli inglesi si portarono a casa la coppa grazie a un gol fantasma di Geoff Hurst, il quale scagliò un tiro che sbatté sulla traversa ma questa volta non superò la linea di porta. L’arbitro assegnerà quella rete, e l’Inghilterra porterà a casa la coppa.

A Geoff Hurst (Inghilterra) viene convalidato un gol contro la Germania Ovest, che non aveva ragione di esistere. La palla non ha oltrepassato la linea di porta dopo essersi scagliata sulla traversa. Agli inglesi andò bene poiché non esisteva la Goal Line Technology, permettendo loro di vincere il mondiale.

Un ultimo gol che vale la pena ricordare è quello di Maradona, l’errore più famoso al mondo avvenuto ai quarti di finale del 1986, nella partita tra Argentina e Inghilterra. Questo gol viene ricordato come “La mano de Dios” (e sarà il giocatore stesso a definirlo in questi termini), poiché l’argentino riuscì a segnare un gol con la mano, sbloccando una partita ancora in bilico.

Diego Armando Maradona (Argentina) inganna l’arbitro poiché a velocità reale non sembra esserci dubbio sulla regolarità di un gol di testa. I replay mostreranno come l’argentino abbia insaccato quella palla in rete grazie all’ausilio della mano. Il VAR avrebbe sicuramente evitato la convalida del gol.

Il VAR non è sinonimo di garanzia

Vi riporterò qualche esempio di come, nonostante l’utilizzo del VAR, si continuano a commettere errori, anche clamorosi, semplicemente perché gli arbitri o ricorrono troppo frequentemente allo strumento tecnologico o troppo poco. Servono delle linee guida oggettive da applicare perché se no non si può andare avanti e le polemiche non cesseranno mai di esserci.

Un esempio risale al 28 gennaio 2018, il Milan vincerà la partita contro la Lazio per 2-1, ma viziata dal 1-0 di Patrick Cutrone che segnerà questo gol in maniera irregolare. Nel prossimo video vi sono gli highlights della partita, che non mostrano l’irregolarità del gol poiché a velocità normale tutto sembrerebbe regolare.

Nel video gli highlights dell’intero match tra Milan e Lazio, viziati da un gol di Cutrone (Milan) con la mano. L’arbitro anziché fare una verifica ha deciso che il gol fosse stato eseguito con un regolare colpo di testa decretando l’1-0 per i padroni di casa. Non c’è stato nessun ricorso al VAR.

Questo gol di Cutrone potrebbe sembrare regolarissimo, poiché l’attaccante insacca la palla in rete grazie a un “colpo di testa”. Ma siamo sicuri che la palla tocchi proprio la testa?

Qui si vede esattamente quanto è accaduto nel gol di Cutrone, poiché essendo a rallenty, il video mostra che il giocatore non la sfiora nemmeno con la testa. La rete è avvenuta con un colpo di mani.

Dando per scontato che il gol fosse regolare, l’arbitro non è andato a ricontrollare l’azione e quindi è stato convalidato. Il milan vincerà la partita per 2-1.

Un altro episodio è quello accaduto nella partita tra Napoli e Fiorentina dove l’arbitro ha fatto due errori clamorosi, entrambi senza ricorrere all’uso della tecnologia. Il primo poiché ha fischiato un rigore a favore del Napoli per una simulazione netta di Mertens, e il secondo errore è stato di non fischiare un rigore, o una punizione qualora il fallo iniziasse poco fuori dall’area, a favore della Fiorentina nell’azione in cui Ribery è stato braccato per la maglietta e buttato giù.

Il video si compone di due momenti chiave: il primo momento vede Dries Mertens (Napoli) simulare in area di rigore sul presunto fallo di Castrovilli (Fiorentina) che in realtà non lo sfiora nemmeno; la seconda parte del video vede invece Ribery (Fiorentina), trattenuto per la maglia dal difensore del Napoli ma questa volta l’arbitro non fschia poiché giudica regolare l’intervento. In entrambi i casi l’arbitro non si è servito del VAR, ma solo del proprio istinto.

Come è evidente, la spontaneità e il libero arbitrio non rientrerebbero più nelle caratteristiche che un arbitro deve possedere perché la tecnologia ha un’influenza enorme nei suoi giudizi. Se sceglie liberamente com’è accaduto nei due video precedenti che vedono coinvolti Cutrone, Mertens e Ribery, l’arbitro è sottoposto a giudizio nel post-partita, una volta che la moviola mostra ciò che realmente è accaduto; se invece ricorre al VAR si perde la spontaneità del prosieguo della partita poiché interrotta più e più volte.

Che pensate del VAR? Si perde la vera essenza del calcio o riduce gli errori che gli arbitri possono commettere?

4 Comments
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